Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza e metti fine alla tua angoscia (Seneca)


20160522_185702

26 luglio 2016
di Fla
0 commenti

KEEP CALM and read SENECA

Sarà la stanchezza, sarà il caldo, sarà che è difficile scrivere di ottimismo in giorni tanto neri, ma come avete visto siamo piuttosto latitanti. Personalmente sto cercando di riordinare le idee, di non lasciar sommergere il mio proverbiale ottimismo dalla marea di violenza che sembra ormai sul punto di travolgerci (e non parlo solo di quella fisica, di guerra o terrorismo, ma di parole, veleni, volgarità, ignoranza, grettezza, che trovo ovunque intorno a me). Quando la negatività, come l’afa, mi toglie il fiato, io riprendo il mio Seneca, lo rileggo come un mantra, e aiuta, oh come aiuta! Provate, spegnete il tg e leggete questi passi delle Lettere a Lucilio:

Che devo fare? La morte mi incalza, la vita fugge. 10 Insegnami come affrontare questa situazione; fa’ che io non fugga la morte, che la vita non fugga me. Incoraggiami contro le difficoltà, contro i mali inevitabili; prolunga il poco tempo che ho. Insegnami che il valore della vita non consiste nella sua durata, ma nell’uso che se ne fa; che può accadere, anzi accade spessissimo, che chi è vissuto a lungo è vissuto poco.

Ti scongiuro, Lucilio mio, facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo. Vuoi sapere che differenza c’è fra un uomo vigoroso e sprezzante della fortuna, che ha adempiuto a tutti i doveri della vita umana ed è giunto al sommo bene, e un uomo che ha lasciato scorrere gli anni? Il primo vive anche dopo la morte, il secondo si è spento prima di morire. 5 Lodiamo, perciò e mettiamo nel numero degli uomini felici chi ha ben impiegato il poco tempo avuto in sorte. Egli ha visto la vera luce; non è stato uno dei tanti; è vissuto; è stato forte. Talora ha goduto di giorni sereni; talora, come spesso avviene, lo splendore del sole si è mostrato fra le nubi. Perché chiedi quanto è vissuto? Vive ancora: è balzato tra i posteri e si è consegnato al loro ricordo. 6 Non per questo rifiuterei degli anni in più; ma anche se la vita mi viene troncata, dirò che non mi è mancato niente per avere la felicità; non ho regolato la mia esistenza su quel giorno che un’avida speranza mi aveva promesso come ultimo: ogni giorno l’ho guardato come se fosse l’ultimo.

Come è insensato disporre della propria vita, se non siamo padroni neppure del domani! Come sono pazzi quelli che danno il via a progetti lontani nell’avvenire: comprerò, costruirò, darò denaro in prestito, ne riscuoterò, ricoprirò cariche, e alla fine passerò in ozio, stanco e soddisfatto, la vecchiaia. 5 Credimi: tutto è incerto, anche per gli uomini fortunati; nessuno deve ripromettersi niente per il futuro; anche quello che abbiamo fra le mani ci sfugge e il caso tronca l’ora stessa che stringiamo…. 6 la morte ci sta accanto; e poiché non ci pensiamo mai, se non quando tocca agli altri, di tanto in tanto ci vengono messi davanti esempi della nostra mortalità, che, però, durano in noi solo quanto il nostro stupore. 7 Ma niente è più sciocco che stupirsi che accada un giorno quanto può accadere ogni giorno. Il termine della nostra vita sta dove l’ha fissato l’inesorabile ineluttabilità del destino; ma nessuno di noi sa quanto si trovi vicino alla fine; disponiamo, perciò la nostra anima come se fossimo arrivati al momento estremo. Non rinviamo niente; chiudiamo ogni giorno il bilancio con la vita. 8 Il difetto maggiore dell’esistenza è di essere sempre incompiuta e che sempre se ne rimanda una parte. Chi dà ogni giorno l’ultima mano alla sua vita, non ha bisogno di tempo; da questo bisogno nascono la paura e la brama del futuro che rode l’anima…. 9 Come sfuggire a questa inquietudine? In un solo modo: la nostra vita non deve protendersi all’avvenire, deve raccogliersi in se stessa; chi non è in grado di vivere il presente, è in balia del futuro. Ma quando ho pagato il debito che avevo con me stesso, quando ho ben chiaro in testa che non c’è differenza tra un giorno e un secolo, posso guardare con distacco il susseguirsi dei giorni e degli eventi futuri e pensare sorridendo al succedersi degli anni….10 Affrettati, perciò a vivere, Lucilio mio, e i singoli giorni siano per te una vita. Chi si forma così e ogni giorno vive compiutamente la sua vita, è tranquillo: se uno vive nella speranza, si sente sfuggire anche il tempo più vicino e subentra in lui l’avidità della vita e l’infelicissima paura della morte che rende altrettanto infelice ogni cosa… 15 Scuotiamoci di dosso questa smania di vivere e impariamo che non importa quando subiremo quello che dobbiamo prima o poi subire; conta vivere bene, non vivere a lungo; ma spesso il vivere bene consiste proprio nel non vivere a lungo.

L’esistenza dipende da fattori esterni. Non dipende da me la lunghezza della vita: da me dipende vivere veramente la vita che avrò. Pretendi questo da me: che non conduca un’esistenza oscura in mezzo alle tenebre, ma che guidi la mia vita senza lasciarmi vivere. 8 Chiedi qual è la vita più lunga? Vivere fino alla saggezza; chi la raggiunge, non tocca la meta più lontana, ma la più importante. Ne sia pure fiero; ringrazi gli dèi e fra gli dèi anche se stesso e imputi alla natura ciò che è stato. E lo farà a ragione: le ha restituito una vita migliore di quella ricevuta. Egli ha dato un esempio di uomo virtuoso, ha dimostrato le sue qualità e il suo valore; se fosse vissuto ancora, tutto sarebbe rimasto uguale.

Conducimi dove vuoi, Padre e Signore dell’alto cielo: non esiterò a ubbidirti; sono pronto. Se non volessi,

dovrei seguirti piangendo e dovrei subire di malanimo ciò che potevo fare volentieri. Il fato guida chi è consenziente,

trascina chi si oppone.

12 Sia questa la nostra vita, siano queste le nostre parole; il destino ci trovi pronti e attivi. È grande l’anima che si abbandona al destino: ma è meschina e vile se lotta contro di esso e disprezza l’ordine dell’universo e preferisce correggere gli dèi piuttosto che se stessa.

Non può vivere una vita serena chi si preoccupa troppo di prolungarla e annovera fra i grandi beni i molti anni vissuti. 5 Tu, invece, preparati ogni giorno a lasciare serenamente questa vita a cui tanti si avvinghiano e si aggrappano, come chi è trascinato via dalla corrente si aggrappa ai rovi e alle rocce. I più ondeggiano infelici tra il timore della morte e le angosce della vita: non vogliono vivere, né sanno morire. 6 Abbandona ogni preoccupazione per la tua esistenza e te la renderai piacevole. Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. E i beni la cui perdita è più facilmente tollerabile sono quelli che, perduti, non possono essere oggetto di rimpianto. Fatti, dunque, animo e coràzzati contro i casi che possono capitare anche ai più potenti.

9 Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita. Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell’ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre.

“È penoso, però avere la morte davanti agli occhi,” ribatti. Innanzi tutto davanti agli occhi devono averla vecchi e giovani: non siamo chiamati in base all’età; inoltre, nessuno è tanto vecchio da non poter sperare in un altro giorno di vita. E un solo giorno è un momento della vita.

9 andando a dormire lieti e allegri diciamo: Ho vissuto e ho percorso il cammino che il destino mi ha assegnato. Se dio vorrà concederci ancora un giorno accettiamolo con gioia. È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione; se uno dice: “Ho vissuto,” ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno.

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, Lucilio mio, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà…. ti raccomando solo di non essere infelice anzitempo: le disgrazie che hai temuto imminenti, forse non arriveranno mai, o almeno non sono ancora arrivate. 5 Certe cose ci tormentano più del dovuto, certe prima del dovuto, certe assolutamente senza motivo; quindi, o accresciamo la nostra pena o la anticipiamo o addirittura ce la creiamo.

10 Esaminiamo, perciò attentamente, la questione. È verosimile che in futuro accada qualche male: ma non è proprio sicuro. Quanti eventi inaspettati sono accaduti! E quanti, attesi, non si sono mai verificati. E se anche capiterà, a che giova andare incontro al dolore? Ti dorrai a sufficienza quando il male arriverà: frattanto augurati il meglio. 11 Che ci guadagnerai? Tempo.

11 Anche la sfortuna è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio.

“Tutti escono dalla vita come se vi fossero entrati da poco.” (Epicureo). Pensa a chi vuoi, giovani, vecchi, uomini maturi; li troverai ugualmente timorosi della morte, ugualmente ignari della vita. Nessuno ha concluso niente; rimandiamo sempre tutto al futuro.

16 Chi muore sereno come è nato ha conquistato la saggezza; e invece, quando il pericolo ci è vicino, abbiamo paura, il coraggio se ne va, scoloriamo in volto, versiamo lacrime inutili. Che c’è di più vergognoso dell’essere turbati proprio alle soglie della serenità? 17 Il motivo è che siamo privi di ogni bene e soffriamo di aver sprecato la vita. Non ce n’è rimasto niente: è passata, scivolata via. Nessuno si preoccupa di vivere bene, ma di vivere a lungo; eppure tutti possono fare in modo di vivere bene, nessuno di vivere a lungo.

perché rovinarsi il presente per timore del futuro? Senza dubbio è da pazzi essere infelice oggi, perché un giorno o l’altro potresti essere infelice. 2 Ma io voglio condurti alla serenità per un’altra strada: se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che avverrà senz’altro quello che temi e, qualunque sia quel male, misuralo con te stesso e poi valuta attentamente la tua paura: sicuramente ti renderai conto che il male temuto o non è grave o non durerà a lungo.

11 Credimi, Lucilio, la morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.

Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l’infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza. Tutto il tempo trascorso fino a ieri è ormai perduto; anche questo giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte. Come la clessidra non la vuota l’ultima goccia d’acqua, ma tutta quella defluita prima, così l’ora estrema, che mette fine alla nostra vita, non provoca da sola la morte, ma da sola la compie; noi vi giungiamo in quel momento, da tempo, però, vi siamo diretti.

21 “La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l’ultima morte.”

Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa. Perciò è da pazzi temerla: solo gli eventi dubbi si temono, quelli certi si aspettano. 11 La morte è una necessità uguale per tutti e invincibile: e nessuno può lamentarsi di essere in una situazione comune a tutti. Condizione prima della giustizia è l’uguaglianza. Ma ora è superfluo difendere la natura che ha voluto per noi una legge analoga alla sua: essa distrugge tutto ciò che ha formato e riforma quanto ha distrutto. 12 Se a uno è capitato che la vecchiaia lo allontani lentamente dalla vita, senza strapparlo all’improvviso, ma sottraendovelo a poco a poco, non deve ringraziare tutti gli dèi? Ormai sazio viene condotto a quel riposo necessario all’uomo e gradito a chi è stanco. Tu lo vedi: certi desiderano la morte e con più intensità di quanto solitamente si chiede la vita. Non so se ci infonde più coraggio chi implora la morte o chi l’aspetta lieto e sereno: quel desiderio nasce talvolta da furore o da sdegno improvviso, mentre questa tranquillità deriva da una valutazione ponderata. Qualcuno va incontro alla morte pieno d’ira: solo chi vi si è preparato a lungo, ne accoglie lieto l’arrivo.

Noi non temiamo la morte, temiamo il pensiero della morte; dalla morte siamo sempre ugualmente lontani. Così se va temuta, va temuta sempre: non c’è momento della vita che ne sia privo. 18 Ma temo che lettere tanto lunghe tu finisca per odiarle più della morte. Perciò concludo: tu, però alla morte pensaci sempre per non temerla mai.

considera come è bello portare a compimento la vita prima che sopraggiunga la morte e poi aspettare serenamente il tempo che rimane, non chiedendo niente per sé, nel possesso di un’esistenza felice, che più felice non diventa, se dura più a lungo. 4 Quando arriverà quel giorno in cui ti renderai conto che del tempo non ti importa, in cui sarai tranquillo e sereno, incurante del domani e ormai completamente pago di te stesso! Vuoi sapere che cosa rende gli uomini avidi del futuro? Nessuno appartiene a se stesso.

Esamina gli uomini singolarmente, considerali tutti insieme: ognuno vive guardando al domani. 13 Chiedi che male c’è in questo atteggiamento? Un male grandissimo. Non vivono, ma sono in attesa di vivere: rimandano ogni cosa. Anche se badassimo a tutto, la vita ci precederebbe sempre; mentre noi indugiamo, passa oltre come se appartenesse ad altri e benché finisca con l’ultimo giorno, va scomparendo giorno per giorno.

Ma dimmi: ritieni più giusto che sia tu a obbedire alla natura o la natura a te? Che importanza ha se esci presto o tardi dalla vita? Bisogna in ogni caso uscirne. Non dobbiamo cercare di vivere a lungo, ma di vivere abbastanza; vivere a lungo dipende dal destino, dalla nostra anima vivere quanto basta. La vita è lunga se è piena, e diventa tale quando l’anima ha riconsegnato a se stessa il suo bene e ha preso il dominio di sé. 3 Che cosa servono a quel tizio ottant’anni trascorsi nell’inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente. “È vissuto ottant’anni.” L’importante è da che giorno calcoli la sua morte. 4 “Invece quell’altro è scomparso nel fiore degli anni.” Ha adempiuto, però ai doveri di onesto cittadino, di fedele amico, di buon figlio; mai è venuto meno ai propri obblighi; anche se è incompleta la sua età, è completa la sua vita. “È vissuto ottant’anni.” Anzi è esistito per ottant’anni, a meno che tu non dica che è vissuto, così come si dice che gli alberi vivono. Ti scongiuro, Lucilio mio, facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo. Vuoi sapere che differenza c’è fra un uomo vigoroso e sprezzante della fortuna, che ha adempiuto a tutti i doveri della vita umana ed è giunto al sommo bene, e un uomo che ha lasciato scorrere gli anni? Il primo vive anche dopo la morte, il secondo si è spento prima di morire. 5 Lodiamo, perciò e mettiamo nel numero degli uomini felici chi ha ben impiegato il poco tempo avuto in sorte.

Considera come il tempo fugga via rapidissimo, pensa alla brevità di questo cammino che percorriamo precipitosamente, di corsa, osserva come l’umanità tutta tenda alla medesima meta, a intervalli brevissimi, anche se sembrano molto lunghi: la persona che secondo te è scomparsa, in realtà ti ha preceduto. Anche tu devi percorrere quel cammino, e allora non è da pazzi piangere chi è andato avanti? 8 Forse che uno piange di un fatto che sapeva sarebbe accaduto? Oppure, se pensava che un uomo potesse essere immortale, si è voluto ingannare da sé. Piange uno di un fatto che lui stesso definiva inevitabile? Chi lamenta la morte di qualcuno, lamenta che sia stato un uomo. Siamo tutti schiavi dello stesso destino; se uno nasce, deve morire. 9 Sia pure in tempi diversi, la fine è uguale per tutti. Il tempo che vivi fra il primo e l’ultimo giorno è vario e indefinito: lungo anche per un bambino, se consideri le pene, breve anche per un vecchio, se ne consideri la rapidità. Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno.

12 Ma chi ti dice che non stia meglio chi può tornarsene presto, chi finisce il suo cammino prima di essere stanco?

Trovate il testo integrale on-line, Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi.

download

22 luglio 2016
di Fra
2 commenti

La vera storia dei 3 porcellini

Immagino conosciate tutti la favola dei 3 porcellini. Bene, ma davvero pensate che le cose siano andate così come le conosciamo tutti? Noooo…..mica penserete che il lupo sia davvero così cattivo così come ce lo hanno sempre descritto? Beh, io ho letto la sua versione dei fatti e mi ha convinto che è stato tutto un malinteso, è stato incastrato, è tutta una montatura! Su, dai, dategli il beneficio del dubbio e leggete con i vostri bimbi “La vera storia dei 3 porcellini” e poi mi direte se credete ancora che sia così perfido!

p.s. illustrazioni carinissime!

La vera storia dei 3 porcellini, J. Scieszka, ill. L. Smith, Zoolibri, 2010

20160720_140622 20160720_140633

harmony-of-the-seas-2

18 luglio 2016
di Fra
0 commenti

Sulla nave più grande del mondo

Qualche settimana fa sono stata ospite per un giorno di una mia amica sulla nave più grande del mondo. No no, non è un’iperbole la mia, quella su cui sono salita è davvero la nave da crociera più grande del mondo: è la Harmony of the Seas, della Royal Caribbean; inaugurata lo scorso maggio, vanta non solo il primato della grandezza ma, ahimè, anche quello dell’inquinamento: secondo studi condotti in Germania, la nave, oltre a consumare migliaia di litri di gasolio, emetterebbe gas inquinanti come il traffico automobilistico di una città di medie dimensioni. E di una vera e propria cittadina si tratta: può ospitare fino a quasi 9.000 passeggeri (personale di bordo compreso)… no, dico, 9.000 persone! Tutte su 364 metri di lunghezza per un’altezza di 18 ponti! Continua a leggere →

lego

13 luglio 2016
di Fla
0 commenti

Questa me la LEGO al dito!

Quando qualcuno mi chiede cosa possa regalare ai miei figli la risposta è sempre la stessa: LEGO! Prima dicevo LIBRI, ma al terzo albo di Peppa Pig ho capito che forse, per chi non ha bimbi e magari frequenta solo le grandi librerie, è difficile scegliere. Sui Lego invece non si sbaglia. Astronavi, auto, castelli, ogni scatola è ben accetta. Li adorano sia la trenne che il settenne. Lui in particolare si mette diligentemente a costruire il suo modellino, una volta finito lo tiene esposto sulla sua personale mensola dei Lego, poi con il tempo perde le istruzioni, mischia tutti i pezzi e inizia a sperimentare. Nascono così le sue auto volanti e i suoi robot guerrieri. A New York ho avuto la fortuna di entrare nel tempio dei Lego al Rockefeller Center. Li tra mille scatole scegliere sembrava impossibile. Alla fine abbiamo optato per un barattolino in cui stipare tanti mattoncini colorati venduti sfusi, e questo perché l’Ingegnere, che non è ingegnere a caso, ha avuto l’ideona. Continua a leggere →

306_59

8 luglio 2016
di Fra
2 commenti

Ettore, il macho gentile

Ero convinta che questo libro fosse tra quelli messi al bando dal sindaco di Venezia per proteggere i bambini dal mostro Gender e invece mi sbagliavo (per fortuna! Ma mi chiedo quale criteri abbia usato per redigere questa famigerata lista!!!). Avevo inserito questo titolo nella lista “da leggere” già da un bel po’ di tempo, attratta dall’invitante copertina, ma solo ora sono riuscita  a trovarlo in biblioteca.

Ettore è un uomo STRAORDINARIAMENTE forte (riesce a sollevare con l’indice due lavatrici piene di vestiti bagnati!) e in quanto tale lavora nel circo STRAORDINARIO in compagnia di tanti altri talenti. Continua a leggere →

download

5 luglio 2016
di Fla
0 commenti

Corso di inglese per teledipendenti

Proprio nell’ultimo post parlavamo di bimbi e tv, problema che conosco assai bene, perché – ahimè – Mio figlio è teledipendente, è nato teledipendente, già a pochi mesi, se nel raggio di qualche metro c’era uno schermo acceso si ipnotizzava. Fosse per lui guarderebbe di tutto, pur di avere lo schermo acceso è disposto a guardare il tg o una tribuna politica, un documentario sulla teorie delle stringhe o una partite di bocce. Io cerco di smorzare questa sua dipendenza con lunghe permanenze al parco e con attività da fare in casa, contingentando il tempo in cui la televisione può essere guardata. Ora che sono arrivate le vacanze, con il mio carico di lavoro da casa e le cattive giornate di pioggia ho temuto di dover abdicare alla rigida disciplina sui tempi della TV. Ho trovato però un compromesso. Mi sono ricordata di un ottimo programma realizzato anni fa da Rai Scuola e visibile in streaming: Tracy e Polpetta. Continua a leggere →

20160516_074217

1 luglio 2016
di Fla
2 commenti

Scambio culturale

Ammettiamolo, passiamo il tempo a proporre ai nostri bimbi: libri, lavoretti, laboratori, giochi di società e quant’altro, ma appena sentono il click del telecomando scatto lo stato di catatonismo estremo per cui se anche vi cadesse un vaso, vi feriste e iniziasse a perdere sangue mentre la proprietaria del vaso vi urla contro, loro non distoglierebbero neanche lo sguardo dalle figure colorate dello schermo, fosse anche la pubblicità del detersivo per i piatti.

Lo dico perché a me è successo proprio così. Eh sì, mio figlio è teledipendente. Ecco perché ho adorato l’ennesimo libro che tenta di far comprendere ai bambini quanto il mondo al di là del vetro della finestra sia più interessante di quello al di là del vetro del televisore. Continua a leggere →