#Librerie 4- L’isola non trovata

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Eccoci al nostro consueto appuntamento con le librerie indipendenti. Oggi entriamo in una delle più recenti del panorama romano, L’isola non trovata (zona Colli Portuensi). La grafica del sito e le attività proposte (nonché la frase di Guccini sull’home page) mi hanno incuriosito e affascinato.

Non è una semplice libreria per bambini e ragazzi: la libreria è anche una vera e propria fabbrica di  eventi, creatività, cultura, tanto per bambini che per adulti.

La libreria propone un catalogo ristretto ma selezionato accuratamente secondo specifici criteri; per quel che riguarda il laboratorio culturale si può invece scegliere tra un corso di lingua straniera o di scrittura, tra un laboratorio creativo o un corso di arte marziale o di teatro. Insomma l’offerta, per adulti e bambini,  è ampia  e variegata.

Infine, udite udite, c’è anche un angoletto per la pausa caffè: il che mi porta a sospirare e pensare ad un clima di relax, calma, tranquillità; perché le librerie, che siano per bambini o no, questo dovrebbero essere: un posto in cui il tempo si ferma e la mente può mettere ordine nel caos di pensieri e riflessioni cui non viene dato spazio nell’ abituale frenesia quotidiana.img_20141202_112826

In definitiva, questa recente e piacevole realtà ha tutti i numeri per divenire un punto di incontro  e riferimento per le famiglie del quartiere.

Faccio qualche domanda ad Eleonora e Giovanni:

1- Quando e perché avete deciso di intraprendere il mestiere di librai?

È stato per caso: inizialmente volevamo aprire un centro culturale. Poi, per una serie di circostanze, il progetto è cresciuto ed è nata l’idea della libreria: ci è piaciuta subito! Eleonora è da sempre una lettrice accanita: lei si occupa del catalogo e della ricerca. Io non ho toccato libro fino a quindici anni, ma poi mi sono messo a fare il cantastorie.

2- Perché la scelta di questo nome “L’isola non trovata”?

Un po’ perché aprire questo posto è stato un percorso ricco di avventure e peripezie, come se fosse un viaggio alla ricerca di qualcosa di prezioso: a volte avevamo l’impressione di essere arrivati a destinazione, ma la meta continuava a sfuggirci.
Quando finalmente abbiamo iniziato i lavori per l’apertura avevamo in testa diversi nomi, ma quando ci è tornata in mente la canzone di Guccini abbiamo sentito che ci apparteneva.
E poi la prima volta che ho sentito una cliente rispondere al telefono e dire “Sono all’isola”, ho capito che avevamo azzeccato il nome. Corrisponde proprio a ciò che desideravamo.

3- Avete avuto difficoltà ed incertezze?

Incertezze no! Sapevamo bene il posto che volevamo creare e nel quale volevamo lavorare. Le difficoltà sono venute con la burocrazia.

4- Cosa vi piace di più del vostro lavoro?

Aprire un pacco di libri nuovi, appena arrivati, far viaggiare il cliente attraverso le storie, potersi prendere un po’ di tempo. E poi l’evento giusto: quello in cui si incontrano le persone e c’è un vero scambio. Ma sopratutto vedere nostro figlio che scorrazza tra i libri.bynight

5- E cosa meno?

La burocrazia.

6- Chi sono i vostri clienti principali e che servizi offrite loro?

L’Isola cambia lungo la giornata: le mattine sono più tranquille, è frequentata da chi si può concedere del tempo; i pomeriggi vengono travolti da bambini di ogni età, verso sera torna la quiete. Ci sono dei cambi anche repentini di ritmi ed atmosfere: dal teatro ragazzi al tai-chi, dall’inglese per i piccolissimi alle lezioni d’arte in francese… Ogni settimana pensiamo qualcosa di nuovo che possa incuriosire o andare incontro una domanda a volte sopita: un po’ proponiamo quello che a noi per primi piacerebbe fare, un po’ accogliamo le proposte e le richieste di chi approda all’Isola. A tutti cerchiamo di offrire uno spazio dove prendersi un po’ di tempo o perderne un po’.

7- L’episodio più bizzarro che vi è capitato

Un tardo pomeriggio ero in libreria a chiacchierare con un’ amica, sono entrate due ragazze incuriosite dal locale e hanno cominciato a dare un’occhiata in giro. Dopo poco si avvicina una delle due, emozionatissima, con un fumetto in mano e ci dice: “questa sono io, l’ho scritto io!”. La mia amica la guarda, e più emozionata di lei le risponde: “è il libro preferito di mia figlia, lo leggiamo tutte le sere!”. Abbiamo organizzato una presentazione in modo che si potessero incontrare e adesso Simona (Binni, autrice di Amina e il vulcano, Tunué, miglior opera prima a Romics 2015) tiene corsi di fumetto da noi!

8- I tre libri “mai più senza”

Ahi! Questa è la più difficile. Ci abbiamo pensato molto, ma alla fine abbiamo deciso di scegliere tre libri (solo apparentemente) per bambini:

La grande fabbrica delle parole, Agnes de Lestrade, Valeria Docampo, Terre di Mezzo (non a caso il primo libro che abbiamo letto per il nostro canale youtube!)

La prima volta che sono nata, Vincent Cuvellier, Charles Dutertre, Sinnos

e il nostro libro “simbolo” Mappe, Aleksandra Mizielinscy , Daniel Mizielinscy, Electa.

Se vuoi, leggi anche:

La libreria dei bambini

L’ora di libertà

Ottimo Massimo

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