10 consigli per un’amica che diventerà mamma

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Mia cara, di consigli ne avrai tantissimi, richiesti e non, da parenti, amici e perfetti sconosciuti; leggerai mille libri, ti abbonerai alle riviste pediatriche e consulterai tutti i forum in internet. A tutto questo aggiungo i miei consigli di “mamma di bambini quasi grandicelli” nella speranza possano tornarti utili insieme a tutto il resto. Ma non dimenticare mai che l’unica cosa che devi davvero fare è tirare il respiro ed ascoltare solo il tuo istinto!

1- hai 9 mesi di tempo per abituarti all’idea di diventare una mamma, ma fossero anche 90, non sarebbero sufficienti ad arrivare davvero preparata! In questo lasso di tempo breve ma che ti sembrerà non finire mai, dovrai preparare il corredino ma soprattutto organizzare uno staff che ti sostenga subito dopo il parto: amici, parenti o sconosciuti. Tra loro dovrai distribuire i compiti e delegare qualsiasi tipo di attività; le prime settimane tu dovrai occuparti solo del tuo neonato: perché sarai stanca, perché lui ha bisogno solo e soltanto di te e perché ti accorgerai ben presto che qualsiasi cosa ti prefiggerai di fare, non ci riuscirai e questo sarà enormemente frustrante. Perciò, non programmare nulla che non sia occuparti del tuo bimbo! In particolare, trova una persona brava che si occupi di pulire e riordinare la casa: non avrai il tempo di farlo ma vivere in un ambiente ordinato e pulito è un primo passo verso il benessere

2- non dovrai sentirti in obbligo di essere felice; molto probabilmente ti sentirai triste, ti verrà da piangere anche senza un vero motivo, ti sentirai sempre inadeguata, imperfetta e piena di sensi di colpa per non riuscire ad essere felice. E non è vero che appena vedi  tuo figlio te ne innamori e scatta la scintilla dell’istinto materno! O almeno, non è così per tutte: i primi 3 mesi vedevo mio figlio come un estraneo, lo guardavo perplessa  e non provavo per lui questo amore viscerale. Ma ho scoperto in seguito che è una reazione abbastanza comune!

3- allattare per me è stato difficilissimo! Diffida delle talebane dell’allattamento: se ci riesci facilmente bene, se deve diventare una malattia passa al latte artificiale! Io l’ho fatto  e i miei bimbi sono cresciuti benissimo. Più in generale, diffida di tutti quelli che pensano di possedere la Verità in ogni ambito e vai avanti seguendo il principio che se la mamma è serena, sta bene anche il figlio.

4- non escludere il papà: il motivo più evidente è che lui è il Papà, il 50% della coppia che ha messo al mondo la meravigliosa creatura che tieni in braccio; lui si sentirà ancora più goffo e imbranato di te, vorrà aiutarti ma non saprà come fare, quindi aiutalo ad aiutarti. Ma c’è anche un altro motivo: è in questi primi giorni che si crea la base di quella che sarà la vostra vita a tre: se non cominci da subito a coinvolgere il papà nello svolgimento delle pratiche quotidiane (cambio pannolino, cambio vestiti, preparazione pappa ecc.) queste rimarranno tuo appannaggio per sempre e lui, dopo la buona volontà dimostrata in questi primi tempi, comincerà a fingersi così stupido da non sapere come si mettono i pannolini, dove si trovano i vestiti, come si prepara il biberon ecc.

5- cerca un bravo pediatra cui affidare la cura del tuo bambino; deve essere una persona con cui entri in sintonia e soprattutto raggiungibile al telefono in qualsiasi ora. Se lo trovi, non crearti scrupoli nel chiamarlo per fargli qualsiasi domanda, anche quella che ti sembra più stupida: ogni dubbio non chiarito ti creerà delle paranoie infinite e tanta tanta ansia! Affidati a lui per tutto e cerca di lasciar perdere i forum su internet o i rimedi-fai-da-te di amici e parenti

6- non chiuderti in te stessa ma cerca il confronto con altre mamme: mai come ora è vero il detto “mal comune mezzo gaudio”; il solo sentire che anche altre persone hanno le tue stesse difficoltà e ti sanno capire, ti farà stare meglio, ti farà sentire meno sola e ti farà vedere i problemi da altri punti di vista. Ti accorgerai che la frequentazione del consultorio più vicino e del parchetto sotto casa valgono molto più di qualsiasi seduta psichiatrica!

7- taglia i rami secchi. E’ inutile negarlo: la tua vita cambierà radicalmente; ci sono mamme che riescono a fare la stessa identica vita di prima con prole al seguito: viaggi oltreoceano, aperitivi, serate in discoteca, escursioni E/E con bimbo in spalla, tacco 12 e trucco perfetto ecc. Ma è più probabile che questo non si verifichi, perché non dipenderà solo dalla tua volontà ma anche dal carattere del tuo bambino: se, come il mio, si addormenterà solo nel suo lettino, non puoi pensare di tenerlo sveglio fino alle 2 di notte in un locale mentre tu beatamente sorseggi un mojito. Di conseguenza cambieranno le tue amicizie: le amicizie storiche, forse, rimarranno ma si conteranno sulle dita di una mano; le altre inevitabilmente le perderai per strada. Non te ne fare un cruccio e non ti ostinare a volerle tenere; semplicemente è la vita. E poi non si sa mai, magari le reincontrerai quando a loro volta avranno dei figli e le vostre vite torneranno ad intrecciarsi.

8- più volte avrai la tentazione di mettere le mani addosso a tuo figlio in preda a crisi di pianto; bene, per non rischiare che poi i vicini chiamino i servizi sociali, fai un bel respiro, metti in sicurezza il pargolo urlante, abbandona la scena e chiuditi al bagno/camera/cucina/sgabuzzino o dove vuoi  e ripeti come un mantra che da questa situazione, in un modo o nell’altro, NE USCIRAI! E anche viva! anzi, più viva e forte di prima! Devi guardare avanti, al dopo, cerca di guardare la situazione dall’esterno e di ridimensionarne la gravità. Un aiuto a superare questi momenti difficili l’ho avuto dalla musica (sparata a tutto volume) e dal comfort food: cioccolata, pizza ecc….alla dieta penserai più avanti!

9- “Se sto a casa e non lavoro è inutile mandarlo al nido, tanto poi si ammalerebbe in continuazione”: ecco, sbagliato! O meglio: è sbagliato se a casa non ci stai bene, se ti senti imprigionata, se appena il bimbo è sveglio senti l’urgenza di uscire a tutti i costi anche con il diluvio universale in corso. In questo caso, mandare il bimbo al nido qualche ora ti farà stare meglio e di conseguenza ne gioverà anche il tuo rapporto con tuo figlio. Si potrebbe ammalare? Beh, mio figlio non è andato al nido ed effettivamente fino a 3 anni non si è mai ammalato; ma a 3 anni, all’asilo, è riuscito ad andare a scuola solo 4 mesi su 9! Le malattie sono lo scotto da pagare in ogni caso, nido o no!

10- se possibile, lavora. Tante volte ho fantasticato sulla possibilità di rimanere a casa per accudire i miei piccoli e per coltivare le mie passioni, al momento accantonate. Ma a meno che tu non abbia una grande forza di volontà e tanto spirito di organizzazione, ti ritroverai a casa a parlare 24 ore su 24 con un bambino piccolo, o tutt’al più con i commessi del supermercato; ti abituerai ad uscire sempre in tuta e scarpe da ginnastica, con i capelli tenuti su dalla pinza e avrai sempre meno argomenti di conversazione. Lavorare, o più in generale avere un impegno fisso retribuito, ti da modo di rimanere in contatto con il mondo, di sentirti autonoma e utile, di ricordarti che non sei solo una mamma ma una persona, una donna.

Un commento

  1. Mi sento al quanto rispecchiata nelle tue parole. mi piace tantissimo la denominazione “talebane dell’allattamento”. Anzi io sconsiglio frequentare molto il consultorio, le ostetriche che ho trovato in giro sono le capo talibane e non perdono l’occasione di farti sentire in colpa quando non hai abbastanza latte.
    L’unico consiglio con il quale non sono d’accordo è quello di trovare un bravo pediatra. …. non che non sia d’accordo, ma a Roma è missione impossibile!

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