La scorta di baci

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Avete presente il libro Zeb e la scorta di baci? Ebbene, qualche settimana fa a partire, come fa Zeb, non sono stati i miei bambini ma mio marito ed io, i loro genitori. Ci siamo concessi il lusso di una vacanza fuori stagione, da tanto agognata e, soprattutto, … lunghissima! Ben 10 giorni fuori casa, in un altro continente, a 9 ore di aereo di distanza; è stata la prima volta che ci siamo separati dai nostri figli per un periodo così lungo. Abbiamo titubato tanto durante l’organizzazione di questo viaggio ma alla fine abbiamo deciso di partire soli e lasciare i bimbi con i nonni. ZebELaScortaDiBaciCon il senno di poi dico che abbiamo fatto bene: la vacanza non sarebbe stata forse alla loro portata (ma non ne sono così certa…mai sottovalutare i bambini!) e tutto sommato l’idea di aver regalato a loro e ai nonni 10 giorni di quotidianità da condividere non mi è dispiaciuta affatto. Certo, al momento in cui, con qualche mese di anticipo, abbiamo comunicato le nostre intenzioni ai bambini, loro non l’hanno presa molto bene ma hanno avuto tutto il tempo per metabolizzare la notizia e abituarcisi. Avevo poi pianificato le cose in modo tale che fossero i nonni a venire a stare da noi così da permettere ai bambini di seguire la loro routine, di non perdere la scuola e condurre la loro vita “normale”; il momento che più mi preoccupava però era la sera: quando li porto a dormire, si crea un’atmosfera intima, di letture, di confidenze e coccole alla quale loro sono abituati e certamente sarebbe stato quello il momento in cui maggiormente avrebbero sentito la tristezza per la nostra lontananza.20151112_065824 Allora, ispirandomi a Zeb, ho passato la sera prima di partire a realizzare le loro “scorte di baci”: ho riempito due bottigliette (quelle del Sambitter) con tanti pezzetti di carta rossa, ho decorato le boccette col washi tape colorato, ho messo un tappo con sopra disegnato un cuore e per finire ho attaccato etichetta con scritto il contenuto: “mille baci di mamma e papà”. E la mattina successiva, prima di accompagnarli  a scuola, gliele ho mostrate. Lì per lì non hanno capito bene cosa fossero e le hanno un po’ snobbate (il piccolo ci ha pure disegnato sopra). Ma i giorni successivi i nonni al telefono mi hanno detto che ogni sera i bimbi tiravano fuori qualche pezzetto di carta, se lo sfregavano sulla guancia e poi lo riponevano sotto il cuscino, per avere i bacetti di mamma e papà portata di mano. Sono stata contenta e rincuorata: i bimbi stavano bene e non avrebbero sentito troppo la nostra mancanza!

La mattina successiva al nostro rientro, sono andata a rifare i loro letti e sotto i cuscini ho trovato una miriade di foglietti rossi!!!

2 commenti

  1. Che dolcezza! Anche a noi il libro era stato d’aiuto nell’inserimento alla materna di Elena le avevo preparato un fazzoletto con tanti baci stampati sopra con il rossetto. Anche in quel caso aveva sortito il suo effetto, infatti le maestre mi dicevano che quando le veniva la malinconia tirava fuori il suo fazzoletto con i baci!

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