Vi dico la mia

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Conoscete il Metodo Estivill? Sì sì, proprio quello di Fate la nanna, un libro che divide in due la categoria dei genitori.

Giusto per informare quei pochi di voi che non dovessero conoscerlo, Fate la nanna è un libro di un certo signor Eduard Estivill, pediatra, in cui sostiene che il sonno per i bambini sia un’abitudine che va appresa; i genitori devono insegnare ai figli come dormire, esattamente come insegnano loro a mangiare, a lavarsi ecc. Come fare? Creare un rituale, da ripetersi sempre uguale ogni sera, dopo il quale il bambino va lasciato nel suo lettino ed il genitore deve uscire dalla camera. Inevitabilmente il bimbo piangerà e il genitore sarà tentato di rientrare. E invece no! Il genitore deve rispettare una precisa tabella che prevede di rientrare a rassicurare il bambino (senza assolutamente prenderlo in braccio!!!) ogni tot minuti che vanno progressivamente aumentando. Il bambino nel giro di una settimana si addormenterà da solo senza piangere.

Quando è nato il mio primo figlio io ho avuto grandissime difficoltà con l’addormentamento: piangeva anche per un’ora di seguito, cullato in braccio o sul letto, e di lasciarlo nel suo lettino non se ne parlava neanche! Nel tentativo disperato di trovare una soluzione, mi ero imbattuta nella lettura di questo libro e di tutte le opinioni di esperti e non. E senza ombra di dubbio rientravo in quella metà di genitori che ritengono questo un metodo assurdo e dannoso, spaventati dal senso di abbandono che può provare il bambino e dallo stress cui lo si sottopone.

Mia sorella ha invece avuto il coraggio di tentare questo metodo con la sua seconda figlia con risultati strepitosi! Ad oggi la bimba, che ha un anno, non solo si addormenta da sola, ma non si risveglia più la notte o, se lo fa, sa riaddormentarsi da sola. Mia sorella è rinata e mia nipote dorme sonni lunghi e tranquilli; è una bambina sana, tranquilla e serena, che accoglie con gioia il momento di andare a dormire. Insomma, ha acquisito questa sana abitudine. Il tutto nel giro di pochi giorni.

Ecco, io, dopo essermi mangiata le mani per non aver tentato con mio figlio, mi ritrovo adesso nell’altra schiera di genitori, gli illuminati, quelli che con coraggio hanno vinto la loro resistenza, novelli Ulisse hanno saputo resistere al richiamo del pianto, ne hanno guadagnato in salute e ritengono di dover fare proseliti, perché il mondo di persone riposate e serene è sicuramente un mondo migliore!

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