SPQR 7 – TIVOLI mon amour

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Se avete voglia di una gita fuori porta che unisca le bellezze paesaggistiche a capolavori artistici potete prendere la A24: uscendo a Tivoli avrete solo l’imbatazzo della scelta.20160330_132621

Allora su, scarpe comode, bottiglietta d’acqua, pranzo al sacco, materiale per disegnare e cappellino, e se volete provare un brivido anche macchinetta fotografica, magari modello obsoleto per il pargoloda 36 pixels e via, si parte!

Il primo sito che si incontra è Villa Adriana, maestosa dimora dell’imperatore più amato dai moderni e più odiato dai suoi contemporanei. Inutile darvi un itinerario, il sito è immenso, e dipende da quanta voglia avrete di visitarlo nel dettaglio. In generale vi consiglio di seguire il grande viale di accesso fino ai bagni, qui fate subito una sosta tecnica, un paio d’ore di cammino potrebbero dividervi dalla sosta successiva. Vedrete vicino alle toilettes un piccolo edificio, li si trova il plestico dei 40 ettari di Villa che vi attendono (1/3 forse del totale). Cercate di memorizzare bene le sue parti, se potete scaricate da casa una cartina (io l’ho presa da qui), in biglietteria non le hanno. pianta va

Per partire iniziate visitando il Pecile, con il suo alto muraglione e la sua vasca bordata di siepi di rosmarino. Da lì, muro alle spalle, prendete a sinistra, verso l’area di cantiere (ahimè il Teatro Marittimo è ancora in restauro) e seguite le indicazioni per le terme con Heliocamino. Girate intorno all’edificio, notando i corridoi sotterranei in cui gli schiavi alimentavano i forni destinati a scaldare l’acqua quando gli scaldabagno erano ancora di là da venire. Tenete sempre la sinistra e seguite per le due biblioteche, la latina e la greca (i Romani mantenevano sempre questa divisione, simile a quella che troviamo oggi tra libri in italiano e madrelingua). Seguite per gli Hospitalia e divertitevi a osservare le mille variazioni sul tema del mosaico bicromo esistenti nei vari cubicola, piccole stanze da letto. Magari potreste invitare il pargolo a copiarne qualcuna su un bel foglio a quadrettoni. Finite il periplo dello spiazzo e prendete le scale che, spalle agli Hospitalia, troverete sulla vostra sinistra. Su questa nuova terrazza troverete alcuni degli ambienti più belli: il portico dei pilastri dorici, il peristilio con pescheria (vasca dei pesci) e soprattutto la Piazza d’oro, il cui nome ricorda senza mezzi termini le ricchezze artistiche qui rinvenute (ammirate i pochi frammenti del piccolo mosaico policromo sotto l’unica tettoia che lì troverete, poi, nell’angolo opposto della piazza, cercate i frammenti conservati del bellissimo pavimento in opus sectile (scaglie di marmo policromo). Scendete ora verso i due edifici termali, le Piccole e le Grandi Terme, in quest’ultime andate a visitare il bellissimo frigidario con la sua volta a crociera incredibilmente salda contro la gravità. Affacciatevi verso la stanza che si apre sul lato corto privo di vasche e alzate gli occhi verso il suo soffitto splendidamente stuccato. Riuscendo girate intorno all’edificio, tenendo sulla sinistra le grandiose sostruzioni del Pretorio e godeti la cartolina più famosa del sito: il Canopo. Da lì non mancate di andare verso l’antiquarium, qui potrete concedervi una nuova sosta toilettes e, proseguendo lungo la stradina sterrata che sale verso l’uliveto giungere a Roccabruna con la sua straordinaria vista su Roma. Tornati sui vostri passi dirigetevi verso il Pecile, osservando sulla sinistra i resti di una antica strada anulare. Se avete ancora voglia di bellezza percorrete il viale alberato di cipressi, ingresso Settecentesco alla Villa. In fondo troverete il bel tempietto di Venere Cnidia.

Se invece preferite il Rinascimento alle bellezze classiche andate a Villa d’Este con le sue scenografiche fontane, i suoi giochi d’acqua e musica.

Per dare un ulteriore incentivo alla vostra voglia di visitare questi siti, ricordatevi che la prima domenica del mese sono gratuiti, in caso decideste di andarvi in tali occasioni però svegliativi per tempo, le file potrebbero essere lunghe, e le lagne anche…

Se volete invece unire bellezze classiche, naturalistiche e artistiche Tivoli ha un’altra freccia al suo arco: Villa Gregoriana, meraviglioso capolavoro ottocentesco voluto da papa Gregorio XVI per imbrigliare il corso dell’Aninene. 20160330_120920

Un buon motivo per andare? Ve ne do almeno 5: con grotte, cascate, cunicoli il sito stimolerà la voglia di avventura dei vostri pargoli. Gli scorci offerti dal percorso di visita vi daranno l’occasione per foto e disegni unici. I resti della Villa di Manlio Volpidio e i due bellissimi tempietti dell’acropoli vi permetteranno di vedere resti poco noti dell’arte romana. La passeggiata vi farà bene come una seduta di step. Ma soprattutto, il biglietto di ingresso aiuterà il FAI e le sue meritorie campagne a difesa delle bellezze del nostro patrimonio. Inoltre, il parcheggio per l’auto si trova accanto all’ingresso del sito, è ampio e a buon prezzo, appena 2€ per 4 ore di sosta. Insomma? Che fate il prossimo week-end?

 

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