Mamma in fuga

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In attesa della festa della mamma auguro a tutte voi di FESTEGGIARVI! Regalatevi un attimo tutto per voi, che sia una mattinata, un giorno o un week-end fatelo… Ve lo meritate!

Sono arrivata ad una conclusione. Dopo lunga meditazione ho capito che sì, anche io faccio parte della mia famiglia. Cosa sto dicendo? Sto dicendo che inizio a pensare di dovere a me stessa almeno un po’ delle attenzioni e delle cure che riservo agli altri membri della mia famiglia, perché anche IO faccio parte della MIA famiglia!!! Se reputo giusto che ognuno abbia diritto al suo tempo, ai suoi spazi, a momenti tutti suoi, allora anche io devo potermi ritagliare degli attimi per me, senza mettere sempre qualcun altro al primo posto, senza sentirmi poi in colpa. Ho iniziato con una cena con Fra ogni tanto, poi un week-end fuori in Umbria, ma nell’ultima settimana mi devo essere fatta prendere un po’ la mano, e così per ben 4 giorni IO sono stata al centro del MIO interesse, del mio mondo, per un attimo ho detto a tutti “ciao, io vado”. Mercoledì Bologna children book fair (ci ho messo un po’ a postarlo…), vi dirò, vi dirò, un’esperienza incredibile (vedrò di farlo almeno prima della prossima!).

Sabato alle 4 in piedi, aeroporto, Atene. Tre giorni di chiacchere, taverne, negozietti e musei, il tutto con la mia amica Grecoitalica, il tutto dopo aver lasciato bimbi e marito a casa. Mi sono mancati certo, ma la possibilità di avere una vacanza da tutto, proprio TUTTO, in cui l’unica persona di cui aver cura e preoccuparmi ero solo IO è stato impagabile. Il lungo week-end ha fatto bene a me, perché ho avuto modo di rilassarmi, seguire i miei interessi, godermi pasti e passeggiate in cui gli occhi non correvano da un pargolo all’altro, ma solo alle vetrine, ai libri, al paesaggio, ai volti. Ha fatto bene a mio marito, che ha avuto un momento tutto suo con i figli, e ai bambini, che hanno capito che la mamma non è solo una mamma, ma una persona con le sue esigenze. Per coccolarli mentre ero lontana ho lasciato loro un bell’albo di Kalandraka, acquistato in fiera con tanto di dedica della simpatica autrice Il viaggio della mamma, nelle cui pagine il senso di assenza per la mancanza della mamma è colmato da tutte le cose altrettanto belle, per quanto diverse, che si possono fare con il papà.

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Insomma un’esperienza che consiglio, a tutte. Il momento più bello? All’uscita dell’aereoporto, mentre mi guardavo intorno per cercare il nonno-autista che tanto generosamente si era offerto come chauffeur sia all’andata che al ritorno, sento gridare “Mamma!!!”. Non li ho neanche visti arrivare, ho sentito solo il loro stringersi forte alle mie gambe e dietro di me una voce che diceva “Guarda che teneri questi bimbi!”.

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Un sorriso, mille baci, tante coccole e poi regali e storie da raccontare.

Regalatevi un viaggio con voi stesse, perché sarà bello voler scegliere di tornare!

 

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