Space Oddity

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Una delle tante più belle canzoni di tutti i tempi è senz’altro Space Oddity, di David Bowie, sulla cui interpretazione lo stesso Bowie è sempre stato molto vago: parla di alienazione e del sentirsi soli; oppure è una canzone di rinuncia e accettazione di un destino prestabilito; o addirittura una metafora del grembo materno (rappresentato dalla base di controllo) che nutre e da certezze che l’individuo perde quando viene proiettato nella vita, generando così un’ansia per la perdita del controllo.

Quale che sia l’interpretazione, sicuramente è una canzone dolce-amara che l’illustratore Andrew Kolb ha trasformato in un coloratissimo libro illustrato per bambini. Purtroppo non ne è mai stata fatta un’edizione cartacea e l’edizione digitale potete trovarla qui SpaceOddity_AndrewKolb

A noi è piaciuto tantissimo!

p.s. nel remotissimo caso in cui non conosciate la canzone, correte ai ripari e cliccate qui!!!

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