Questa me la LEGO al dito!

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Quando qualcuno mi chiede cosa possa regalare ai miei figli la risposta è sempre la stessa: LEGO! Prima dicevo LIBRI, ma al terzo albo di Peppa Pig ho capito che forse, per chi non ha bimbi e magari frequenta solo le grandi librerie, è difficile scegliere. Sui Lego invece non si sbaglia. Astronavi, auto, castelli, ogni scatola è ben accetta. Li adorano sia la trenne che il settenne. Lui in particolare si mette diligentemente a costruire il suo modellino, una volta finito lo tiene esposto sulla sua personale mensola dei Lego, poi con il tempo perde le istruzioni, mischia tutti i pezzi e inizia a sperimentare. Nascono così le sue auto volanti e i suoi robot guerrieri. A New York ho avuto la fortuna di entrare nel tempio dei Lego al Rockefeller Center. Li tra mille scatole scegliere sembrava impossibile. Alla fine abbiamo optato per un barattolino in cui stipare tanti mattoncini colorati venduti sfusi, e questo perché l’Ingegnere, che non è ingegnere a caso, ha avuto l’ideona. Ha scoperto che sul sito delle famose costruzioni, inserendo il codice del modellino che si vuole ricostruire (deducibile dalle scatole, che si trovano agevolmente anche su internet), si possono scaricare tutte le istruzioni di montaggio. Da allora, ogni tanto, prendiamo la nostra scatola dei Lego, che diventa a ogni festa più grande, e scegliamo se seguire nuove istruzioni o dare libero sfogo alla creatività. Ecco allora che quei quadratini di plastica diventano davvero mattoni di fantasia, e noi giochiamo a seguire le istruzioni come Emmet Mattonowski di Lego Movie o ci trasformiamo in Mastri Costruttori e lasciamo correre la fantasia. E dico noi, perché se potessi, anche per i miei compleanni chiederei i Lego…

 

 

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