Scambio culturale

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Ammettiamolo, passiamo il tempo a proporre ai nostri bimbi: libri, lavoretti, laboratori, giochi di società e quant’altro, ma appena sentono il click del telecomando scatto lo stato di catatonismo estremo per cui se anche vi cadesse un vaso, vi feriste e iniziasse a perdere sangue mentre la proprietaria del vaso vi urla contro, loro non distoglierebbero neanche lo sguardo dalle figure colorate dello schermo, fosse anche la pubblicità del detersivo per i piatti.

Lo dico perché a me è successo proprio così. Eh sì, mio figlio è teledipendente. Ecco perché ho adorato l’ennesimo libro che tenta di far comprendere ai bambini quanto il mondo al di là del vetro della finestra sia più interessante di quello al di là del vetro del televisore. Il protagonista di questo albo si chiama Giulio (come il mio Giulio della Tele-finestra!) e proprio dalla Tv viene a sapere che è possibile fare uno scambio culturale. Si candida allora per un viaggio in Africa.

Il viaggio è vinto, e mentre si accinge a partire ecco un grande scatolone con dentro Bombo, l’elefante africano che per una settimana vivrà a casa sua. Bombo si accomoda sulla poltrona davanti al televisore e Giulio parte per la sua avventura.

Scopre così quanto sia divertente fare la corsa a ostacoli su un elefante marrone, vedere gratis il circo dal palco d’onore (una bella proboscide!), vedere un tramonto con più di dieci colori, imparare a tuffarsi di testa con l’aiuto di un coccodrillo. 20160516_074233E Bombo? Bombo ha imparato solo a guardare la TV… 20160516_074246Appena i due si salutano Giulio torna davanti allo schermo, danno un film sulla giungla, ma Giulio si addormenta subito… lui la giungla l’ha già vista…

Scambio culturale, Isol, ed. Logos, 2014

2 commenti

  1. La tv… eh si, è un problema generalizzato! Carino il libro di cui parli. Non lo conoscevo.

  2. Grazie della segnalazione, ci piacciono i libri di Isol, sempre con un punto di vista alternativo…
    Noi non abbiamo la tv in casa, ma capisco perfettamente il problema di cui parli, perchè accade proprio quello che descrivi quando siamo in montagna e c’è la tv…

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