Si stava meglio quando si stava peggio

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Già gli antichi Greci avevano il ricordo di un’età dell’oro, un’età ovviamente passata, beata e felice… così era per i nostri nonni – nonostante avessero fatto la guerra -, così per i nostri genitori – anche se quando erano piccoli loro si doveva rigirare il cappotto e tanti giocattoli se li sognavano -… ora è così anche per noi, quelli della generazione che, non avendo un futuro, guarda al passato con sguardo languido. Ma davvero si stava meglio quando si stava peggio? Mario Calabresi è convinto di no e ce lo racconta nel suo Cosa tiene accese le stelle. Oggi è solo più grande la finestra attraverso la quale vediamo le brutture del mondo, oggi semplicemente non abbiamo memoria su cosa sia effettivamente successo in quel vicino passato di guerre, muri, fame, minaccia atomica. I sogni costano fatica, la giustizia sociale chiede rinunce, l’affermazione lavorativa necessita di fallimenti che molti spesso si stancano troppo presto di affrontare. Il mondo non è né migliore né peggiore, è quello che noi decidiamo che sia… per cambiarlo in fondo, basta volerlo! E allora, come scrive Riccardo Luna: Cambiamo tutto! Perché la rivoluzione degli innovatori è già iniziata, “perché quelli che vogliono cambiare il mondo non aspettano. Lo fanno”. Le stelle sono sempre lì, non hanno mai cambiato il loro posto, siamo solo noi che abbiamo deciso di chinare la testa, di guardare altrove. La vita è nostra, il mondo è nostro, abbiamo il potere di cambiare tutto, basta volerlo!

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