I mancini

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I miei figli sono entrambi mancini; non ho mai dato tanto peso alla cosa fino a quando non mi sono imbattuta in questo libro “Siamo mancini…che forza!” che evidenzia chiaramente come la vita di un mancino oggi non sia semplice, nonostante il mancinismo non sia considerato più un problema come lo era fino agli anni 50 del secolo scorso (tanto che i mancini venivano corretti).

I mancini esistono da sempre, il perché ancora non è chiaro e le ipotesi a riguardo sono tante. Quel che è certo è che sono – e sono sempre stati – una minoranza. Quindi in un mondo prevalentemente “destrimano” un mancino potrebbe avere difficoltà non solo nell’uso di attrezzi come forbici e coltelli, per esempio, ma anche nell’apprendimento della lettura e scrittura; questo perché essere mancini non significa solo usare la mano sinistra, ma anche pensare nel modo inverso a quello di chi è destrimano. 20160526_130210Imparare a scrivere da sinistra a destra per un mancino richiede uno sforzo maggiore perché deve forzare la propria natura: ecco allora che spesso molti scolari di prima elementare vengono bollati come “problematici” o “dislessici” quando invece basterebbe solo considerare il loro mancinismo e concedere loro un po’ più di tempo per apprendere.

Può sembrare incredibile ma è solo dagli anni ’50 del secolo scorso che i mancini sono liberi di scrivere con la sinistra: prima di allora si veniva corretti; nell’800 si assiste ad una vera e propria repressione. Tutto ha inizio probabilmente con le religioni preistoriche, caratterizzate da dualismi (vita/morte, bene/male), che individuano nella destra, lato da cui sorge il sole, il bene mentre nel sinistro, dove tramonta, il male. Il tutto è stato poi enfatizzato da ebrei e cristiani, che sono arrivati ad associare la sinistra al diavolo.

Fortunatamente queste credenze sono ormai passate (si spera!) ma ne rimane qualche retaggio nella lingua: un tiro mancino, un luogo sinistro, alzarsi col piede sinistro, left handed friend (in inglese significa nemico).

20160526_130223Se superstizioni e credenze sono ormai un lontano ricordo, la vita dei mancini comunque non è facile: pensate solo alle difficoltà che incontrano nello svolgimento di diverse comuni  azioni che prevedono l’uso di attrezzi pensati solo per chi usa la mano destra: aprire un frigorifero o una finestra; usare forbici, coltelli, taglierino, apriscatole; avvitare un bullone; fotografare (le macchine fotografiche di vecchia generazione hanno sempre il mirino a destra); stare a tavola vicino a un destrimano; suonare la chitarra; salutare con la mano destra e molto altro ancora.

Non ultimo pensiamo alla difficoltà che hanno nello scrivere da sinistra verso destra: non è raro vedere un mancino scrivere con la schiena ed il polso storti per poter vedere il testo. Basterebbe che l’insegnante suggerisse di inclinare leggermente il foglio verso destra, cosa a cui molti mancini arrivano anche per intuito ma che in genere non viene mai consigliata.20160526_130244

Ma essere mancini non comporta solo disagi: è stato osservato che nei mancini il tessuto che collega i due emisferi del cervello è più sviluppato; pertanto i due emisferi lavorano meglio insieme, come una squadra, e le informazioni sono trasmesse da un emisfero all’altro molto velocemente. Ecco perché i mancini sono abili nell’analizzare molte informazioni contemporaneamente. Hanno inoltre una migliore rappresentazione dello spazio: infatti è la parte destra del cervello (che comanda il lato sinistro) che gestisce la percezione dello spazio; ed è sempre la parte destra che gestisce le funzioni artistiche ed emotive; forse è per questo che si dice che i mancini abbiano un senso artistico molto sviluppato.

Infine l’autore elenca una serie di mancini “famosi”  e fornisce una lista di siti utili ed una bibliografia per approfondire il tema. Se anche voi siete interessati all’argomento, vi consiglio questo testo come punto di partenza per voi ma anche per i vostri bimbi mancini, per far comprendere loro le eventuali difficoltà a cui potranno andare incontro e come superarle.

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L’immagine di copertina è presa da qui.

2 commenti

  1. Mia nonna è mancina e mi ha confermato, in passato, tutto ciò che scrivi: i pregiudizi, le sgridate a scuola perché usava “la mano del diavolo”, l’obbligo di imparare non solo a scrivere ma anche a cucire e stirare con la destra e la mano sinistra legata dietro la schiena, ECC. Ora, per fortuna, il mondo è cambiato ma molti attrezzi, compresi utensili da cucina, si trovano progettati anche per i mancini solo da pochi anni…io ogni tanto gliene regalo uno! Ottimo suggerimento di lettura davvero!

    • Mia mamma, negli anni ’50, è stata costretta a cambiare mano; ma addirittura dei miei amici, alle elementari negli anni ’80 (dalle suore!), sono stati corretti. E questa estate, in vacanza in montagna, una cameriera dell’albergo in cui stavamo voleva convincere mio figlio ad usare la destra invece della sinistra! credo che queste credenze siano proprio dure a morire, ahimè!

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