L’uomo che piantava gli alberi

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Se oggi dovessi scegliere un nuovo nome per questo blog non avrei dubbi: Elzéard Bouffier. Chi era costui? Era L’uomo che piantava gli alberi, incontrato da Jean Giono sulle Alpi, un uomo che con la sua caparbia generosità cambiò la vita di migliaia di persone, che non seppero mai quale era stato il suo ruolo nelle loro vite. Come poté riuscire in tale impresa? Semplicemente piantando ghiande in una landa desolata, silenziosamente, giorno dopo giorno. Migliaia di ghiande che piano piano diedero vita a interi boschi, che fecero tornare l’acqua, i prati, e poi le persone. Persone prima abrutite dall’ostilità del luogo che riscoprirono il valore della convivenza, che ricostruirono le loro case e iniziarono a loro volta a coltivare il terreno. Una storia tanto bella ed edificante da sembrare una favola… e infatti è una favola, una favola sulla capacità dei singoli di cambiare le cose, partendo da piccoli gesti apparentemente insignificanti, che però faranno un giorno la differenza. L’autore non percepì alcun compenso per questa sua meravigliosa storia, e in una lettera scrisse:

Mi dispiace deludervi, ma Elzéard Bouffier è un personaggio inventato. L’obiettivo era quello di rendere piacevoli gli alberi, o meglio, rendere piacevole piantare gli alberi.

Credo che il libro abbia fatto e possa fare molto di più. Mi piacerebbe che le maestre lo leggessero nelle scuole, magari proprio il 21 novembre, Giornata nazionale dell’Albero, per risvegliare non solo nei loro alunni la consapevolezza di quanto basti davvero poco per cambiare le cose, ma per rivedersi in quel paziente pastore, che come loro, silenziosamente, senza grandi riconoscimenti, pianta semi che un giorno davvero potranno cambiare il mondo.

L’uomo che piantava gli alberi è edito in Italia da Salani, sia in edizione per adulti che per ragazzi, nel 1987, Frédéric Back ne trasse un bellissimo cortometraggio, che vinse numerosi premi, fra cui il Premio Oscar per il miglior corto d’animazione. Guardatelo e lasciatevi ispirare.

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