Una vista mozzafiato!

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Dopo almeno due anni in cui cercavo di organizzare una visita a Villa Medici, domenica finalmente sono riuscita a portarci figli e marito. E devo dire che ne è valsa proprio la pena! Tra l’altro, date le brutte previsioni meteo (che però non ci hanno scoraggiato) eravamo gli unici visitatori con bimbi, per cui grazie ad una bravissima e gentilissima guida ci siamo goduti appieno la visita, condotti anche in luoghi in genere non visitabili.

La Villa è oggi sede dell’Accademia di Francia; è stata costruita dal Cardinale Ferdinando De’ Medici, acquistata poi da Napoleone che l’ha salvata dall’incuria con il preciso intento di istituirci la sede dell’Accademia di Francia. E sapete cosa fa da allora e ancora oggi l’Accademia di Francia? ospita all’interno di questa villa meravigliosa artisti da tutto il mondo, tra i 25 e i 45 anni di età (di tutte le arti, dalla musica all’incisione, dal teatro alla street art) che in un anno di residenza a Roma svilupperanno un loro progetto, il tutto, udite udite, spesato interamente dallo stato francese! Questa attenzione alla cultura – ed il conseguente investimento – certamente ci distingue nettamente dai nostri cugini d’oltralpe!

Ma mettiamo da parte le polemiche e torniamo alla Villa: il ricco Ferdinando si era scelto una sorta di casale di campagna abbandonato (oggi Trinità dei Monti è pieno centro di Roma ma allora la zona era proprio il limite della città) e se lo era ristrutturato; già allora sotto il casale erano state rinvenute diverse vestigia molto antiche,

Lo stemma dei Medici

perchè proprio quello spazio era anticamente occupato dagli Horti Luculliani; con l’aiuto di un abile architetto, Ferdinando restaurò la villa mantenendo sulla facciata esterna un aspetto austero di fortezza, mentre nella facciata all’interno, che affacciava sui meravigliosi giardini, fece “incastonare” le sue opere antiche che amava collezionare (statue e bassorilievi “rubati” alle opere allora ancora esistenti; per esempio c’è una ghirlanda sottratta all’Ara Pacis) a testimoniare la sua ricchezza e la sua potenza. Molto di quello che si vede oggi (per esempio due bellissimi leoni che incorniciano la porta che affaccia sul giardino) è copia degli originali che vennero riportati a Firenze da Ferdinando quando divenne Granduca di Toscana, nel 1587.

Le splendide decorazioni degli interni, unitamente ai pochi arredi presenti, sono il risultato di continui interventi dei direttori dell’Accademia che via via si sono succeduti: interventi mirati ad ottimizzare al meglio gli spazi in funzione delle esigenze. Balthus, direttore dell’Accademia negli anni sessanta del secolo scorso, che dimorò proprio all’interno dell’edificio, è uno di quelli che ha lasciato maggiormente la sua impronta,  restaurando e innovando ma sempre nel massimo rispetto dell’antichità. Basti pensare alla copia del gruppo scultoreo dei Niobidi, collocato nel giardino (l’originale, che era collocato esattamente dove oggi è la copia, venne portato via da Ferdinando): è una sua opera realizzata in cemento e gesso che ha alle spalle uno studio accuratissimo per fare in modo di realizzare una patina che “antichizzasse” le statue nel modo più naturale. Ad un occhio poco esperto come il mio, queste statue possono sembrare originali di epoca romana e invece non hanno neanche un secolo!

Anche i giardini meritano una visita accurata: sono ben 8 ettari suddivisi tra orti, giardini e parti boscose in cui i curatori stanno tentando di riportare quest’area a come doveva essere anticamente: per esempio da poco sono stati introdotti dei pavoni che, una volta ambientati, potranno girare liberamente, esattamente come succedeva con Ferdinando, grande appassionato di animali: nei suoi giardini c’erano moltissime varietà di uccelli e animali vari, addirittura cuccioli di leone!

All’interno del giardino vi è un piccolo edificio adibito a voliera, finta però! all’interno vi è dipinta una grandissima varietà di uccelli, compreso uno dei primi esemplari di tacchino, importato dall’America.

  

Ma la cosa senz’altro più suggestiva è la terrazza da cui si gode una vista spettacolare su tutta Roma,

Lalbero più antico: 350 anni!

veramente da rimanere senza fiato! Il panorama è analogo a ciò che si vede dal Pincio, situato lì accanto, ma con una veduta forse ancora più ampia. Curioso l’aneddoto secondo cui Ferdinando avrebbe costruito la Villa e la terrazza alla stessa altezza della Basilica di San Pietro, ben visibile da questo affaccio, perchè ai tempi non si poteva costruire assolutamente nulla di più alto della Basilica. Ma pur attenendosi a questo precetto, si affidò all’architetto per ottenere un effetto ottico tale che affacciandosi sembra comunque di essere più in alto di San Pietro!

E’ stata una visita davvero interessante che consiglio vivamente; se avete nanetti al seguito, la domenica mattina vengono organizzate visite guidate apposta per loro; qui trovate tutte le informazioni. E’ sempre necessario prenotare!

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