Genitori e figli

| 0 commenti

Ma quando è che noi  genitori siamo diventati così? Perché noi, che abbiamo figli tra 0 e 16/18 anni siamo così eccessivamente protettivi e difensori a spada tratta dell’operato dei nostri figli, qualsiasi cosa loro facciano?

Perché ci sentiamo sempre in diritto di intervenire a dirimere le questioni che li riguardano?: loro contro i professori, loro contro i coetanei. E nello scontro, neanche a dirlo, le povere vittime sono sempre loro, i nostri figli. E giù contro i professori che hanno leso la loro sensibilità con un brutto voto o con un rimprovero inaccettabile, contro gli altri genitori che non hanno saputo ben educare i loro, di figli.

Io non ricordo i miei genitori così presenti nella mia vita scolastica e sociale: se prendevo un brutto voto non mettevano minimamente in discussione l’operato dei maestri/professori; ho passato tutti gli anni del liceo sentendomi vittima incompresa della prof di italiano, a causa della quale ho versato fiumi di lacrime e tolto ore preziose al mio sonno, studiando anche fino a mezzanotte; ma mai e poi mai i miei genitori sono andati a parlare con lei del mio disagio: era un mio problema e avrei dovuto risolverlo da sola. E le litigate con i miei amici? Mi ricordo che con un’amichetta in particolare, durante un campo estivo, ce le siamo date di santa ragione, ci siamo fatte un sacco di dispetti ma mia madre mica è andata a dire a sua madre quanto era stata maleducata e manesca la figlia!

Noi invece ormai siamo talmente invischiati in queste dinamiche che neanche ci facciamo caso; io stessa, per dire, la scorsa settimana sono intervenuta, pentendomene subito dopo, in un problema che mio figlio ha avuto con un amichetto, reo di avergli rubato delle carte Pokemon. Mio figlio ha insistito molto perché parlassi con i genitori di questo amichetto e alla fine ho ceduto, ma non avrei dovuto farlo, lo so: mio figlio avrebbe dovuto da solo risolvere il problema, trovare un accordo o troncare l’amicizia. E invece ci siamo messe in mezzo noi mamme e il problema lo abbiamo anche risolto. Ma qual è il risultato?

Secondo me tendiamo a sottovalutare prima di tutto il valore di una delusione, di una frustrazione e anche, perchè no, di una scazzottata tra amici: da queste situazioni si esce sicuramente più forti, con strumenti in più per affrontare sfide e dolori anche più grandi. Dobbiamo pensare che se per 18 anni teniamo i nostri figli sotto la nostra ala protettiva, non abituandoli progressivamente alle delusioni e al dolore, quando saranno liberi nel mondo non avranno gli strumenti per affrontare quello che troveranno. E lo sappiamo bene che li fuori, fuori dalla nostra casa, non è tutto rose e fiori!

E poi sottovalutiamo anche le capacità dei nostri figli: ma davvero pensiamo che non abbiano la forza e lo spirito per reagire ad un brutto voto? O ad una litigata con un compagno di scuola? Se davvero pensiamo che non siano in grado, non dovremmo entrare nel merito del problema e risolverlo, ma semplicemente fornire loro gli strumenti per affrontare il problema e farli arrivare a risolverlo da soli.

A questo proposito vi consiglio un film, che calza davvero a pennello, di R. Powlansky: Carnage. Consiste per tutta la sua durata  (peraltro abbastanza limitata, appena 80 minuti) di dialoghi che si svolgono tra due coppie di genitori. Detto così sembra noiosissimo, ma vi invito a seguirlo proprio fino alla fine non solo perché il progressivo mutamento dei personaggi è comico e drammatico allo stesso tempo, ma anche perché secondo me nella scena finale è riassunto proprio un messaggio importante: i bambini ce la possono fare da soli, nonostante noi genitori!

 

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.