8 marzo

| 2 commenti

Qualche giorno fa ho preso in biblioteca un libro per introdurre ai miei figli il discorso della Festa della donna; poi mi sono detta che non volevo parlare di questa festa, perché avrebbe voluto dire spiegare loro che oggi come oggi ci sono differenze tra uomini e donne; la prima domanda che nasce spontanea in un bambino infatti è “e perchè non c’è la festa dell’uomo?”. E non avrei voluto ammettere questo ai miei figli, pensavo di poterli far crescere nella convinzione – naturale nei bambini piccoli – che uomini e donne siano uguali.

Ma poi mi sono resa conto che queste differenze ci sono, e già alla loro età, 6 e 8 anni, saltano all’occhio: il rosa è da femmine; il film “ballerina” non lo voglio vedere; il lenzuolo coi cuori non lo voglio; ma da Matilde ci sono solo giochi da femmina!, a casa mia invito solo maschi… e così via. Per non parlare della loro vita domestica: se domandassi loro cosa fanno mamma e papà a casa, le risposte sarebbero: mamma è brava a cucinare, lava e stende i panni, mette in ordine; papà sta al computer. Come sostenere di fronte a tutto questo che uomini e donne sono uguali?

E così non mi è rimasto che leggere loro questo libro e affrontare l’argomento: Biancaneve e i 77 nani è un simpatico albo che propone un finale diverso e imprevedibile della classica fiaba, dando a Biancaneve la possibilità di scegliere una strada diversa, in nome del rispetto e della dignità. La nostra Biancaneve, infatti, nel bosco si imbatte nella casetta di 77 nani che si offrono di ospitarla; è tutto molto bello ma presto Biancaneve si accorge che accudire 77 nani è tutt’altro che semplice e all’insorgere delle occhiaie si affianca una stanchezza incredibile. Motivo per cui la nostra eroina decide di scappare via; ma incontrerà la strega? vi lascio il piacere di un finale sorprendente e ironico! Il libro è edito da EDT Giralangolo, nella collana Sottosopra che ha lo scopo di mettere in rilievo e far riflettere sulle differenze di genere e in generale sugli stereotipi della nostra società.

Ma ce ne sono anche altri di libri da proporre ai vostri figli e figlie in questa giornata: per affrontare il tema della violenza sulle donne c’è Fiabe in rosso (in offerta sul sito della casa editrice Verbavolant per tutto il mese di marzo): anche in questo caso si tratta di rivisitazioni di fiabe:

“Fiabe in rosso” è un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. Si tratta di una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati. Perché ciò che ogni bimbo dovrebbe imparare è che il finale della propria storia, il finale della propria vita, non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro. La felicità non consiste necessariamente nel trovare il principe azzurro, ma nel guadagnarsi la propria strada e il proprio posto nel mondo.”

L’intento è nobile e le illustrazioni di R. Rossetti bellissime, ma forse ci si sarebbe aspettati qualcosa di più dall’autore, L. Naia (noto più forse come la Tata Maschio): le modifiche sono minima cosa, le situazioni e certi personaggi sono sempre gli stessi, non c’è il grande rovesciamento che ci si aspetterebbe conoscendo l’intento del libro. Ma comunque è un buono spunto per trattare l’argomento.

Proprio in questi giorni poi è uscito un volume di cui ho seguito la nascita attraverso una campagna di crowdfunding ma che, se da un lato mi incuriosiva, dall’altro mi lasciava qualche perplessità già dal titolo “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, di F. Cavallo e E. Favilli, edito da Mondadori; premetto che ancora non l’ho letto, ma ho dato un’occhiata alle tante recensioni e, come sempre in casi analoghi, c’è chi lo considera un capolavoro  e chi addirittura lo considera misogino e pieno di falsità. Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Certo è che il video con cui è stato presentato mi è piaciuto molto e potete vederlo qui .

Libro di cui invece ho sempre sentito parlare molto bene, ma che ancora non ho mai  letto perché adatto a bambini più grandi dei miei, è Cattive ragazze di A. Petricelli e S. Riccardi, Sinnos, vincitore del Premio Andersen 2014 come Miglior libro per ragazzi a fumetti; qui trovate un’accurata recensione.

Sempre della Sinnos è Nina e i diritti delle donne, di C. d’Elia e R. Lo piano, che mette in luce le vite di grandi personaggi femminili delineando così la storia della condizione femminile in Italia.

Mi piace essere femmina. Sono contenta di essere nata dopo tutti questi cambiamenti. Non so cosa voglio fare da grande, sono indecisa tra mille possibilità. Una cosa ancora non ho capito: perché nel mio cognome non c’é anche quello di mamma?

E infine, già qualche anno fa è stata proposta in Italia dalla casa editrice Rapsodia la collana Antiprincipesse che viene dall’ Argentina ; per ora sono usciti solo 3 volumi ma tutti interessanti. Potete dare un’occhiata qui

E voi avete altri suggerimenti? Come affrontate l’argomento coi vostri figli?

2 commenti

  1. Che bella carrellata! Il libro su Biancaneve mi incuriosisce moltissimo! Lo cerco di sicuro!

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.