El camino es la meta

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Un altro motivo di questa latitanza è che ultimamente sono stata altrove.
In un luogo che è più di un luogo, lungo una strada che è molto più di un semplice itinerario, è un cammino. Lascio i resoconti eroici del Cammino di Santiago a chi ha avuto modo di percorrerlo interamente, lascio le considerazioni profonde sulle motivazioni più intime di questo viaggio al mio cuore.

Vorrei però consigliarvi di ritagliarvi il tempo per regalarvi questa parentesi di vita. Camminare, solo camminare, portando un peso apparentemente enorme sulle spalle, in un silenzio rotto solo dai saluti dei pellegrini e da chiacchiere fatte in tutte le lingue del mondo. Una strada per raccontare, ascoltare, riscoprire il valore dell’incontro.
C’è chi il Cammino lo fa tutto, partendo dalla Francia, chi sceglie porzioni più brevi, chi percorre solo gli ultimi 120 km, chi invece si spinge fino alla fine del mondo, sul promontorio di Finisterrae.
C’è chi porta il suo peso e chi invece spedisce il bagaglio. Si cammina per un po’ insieme, poi ci si perde di vista, qualcuno si ritrova più avanti, di altri si conserva solo il ricordo.
Questo è il Cammino, il Cammino è la vita. Se si vuole arrivare alla meta veramente orgogliosi della propria impresa, si deve accettare il fardello, si deve scegliere la strada più lunga, accogliere la fatica. Si cammina per sé, e non importa se altri accetteranno scorciatoie, compromessi, se avranno la forza di affrontare solo una parte della sfida. Ognuno cammina per sé, anche se il “premio” sarà uguale per tutti, il cammino fatto farà nel cuore di ciascuno la differenza.
Il Cammino ti insegna ad ascoltare e ad ascoltarti, a superare quelli che credi siano i tuoi limiti, a riscoprire la bellezza del camminare insieme, siano poche centinaia di metri o interminabili chilometri. In fondo non è Santiago la meta, el Camino es la meta, e una volta che inizierete a camminare non riuscirete più a fermarvi.

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